Un concorso internazionale a Bruxelles, sviluppato insieme a Patricia Urquiola, Onsitestudio e Piovenefabi. Il punto di partenza è la facciata dell'edificio: una sequenza di bay e bow windows che non si limita a caratterizzare l'esterno, ma diventa il principio generatore del progetto degli interni.
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Le sporgenze della facciata vengono reinterpretate come occasioni spaziali all'interno delle camere. Ogni bay e bow window diventa un luogo nel luogo: un affaccio sulla città, uno spazio di sosta, un filtro tra la dimensione privata della stanza e il paesaggio urbano esterno. La geometria della facciata entra nelle camere e ne definisce il carattere.
Il progetto si sviluppa come un sistema coerente in cui la specificità dell'edificio diventa risorsa progettuale. Un approccio che mette al centro l'identità del luogo, traducendola in un'esperienza di soggiorno capace di restituire al visitatore il senso preciso di trovarsi a Bruxelles.